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la lotta paga! 1.03.24: 1° GIORNO DEL CCNL LOGISTICA

Immagina che da oggi sulla busta paga di più di 5.000 facchini e montatori in tutta Italia non c’è più scritto MULTISERVIZI ma c’è scritto LOGISTICA. Immagina un pugno di lavoratori che non si arrende e riesce a cambiare la vita di più di 5.000 persone in tutti gli appalti d’Italia. Immagina 161 giorni di sciopero, dormendo nelle tende e svegliandosi all’alba. Immagina due settimane di manganellate della polizia per sfondare i picchetti e far passare i camion. Immagina decine di migliaia di euro donate alla cassa di resistenza da migliaia di persone in tutta Europa per sostenere chi sciopera. Immagina una domenica sera di fine luglio in cui in migliaia scendiamo in piazza in una cittadina di provincia in cui sempre più chi lavora alza la testa per i suoi diritti grazie alla spinta di una fabbrica metalmeccanica che lotta da tre anni per essere socialmente integrata. Immagina centinaia di persone davanti ai negozi di una multinazionale del mobile che protestano in tutto lo stivale. Immagina di essere licenziato per aver scioperato e che alla fine tu rientri a lavoro e sono i caporali ad andarsene.

Si potrebbe dire che siamo dei sognatori. Ma non siamo stati soli. Vi siete uniti a noi. Siamo stati come uno. E così – perché, d’altronde, è solo così che può succedere – il sogno è diventato realtà.

 

Comunicato del 18.01.2024

1. È ufficiale. Dal 1 marzo in tutti gli appalti Mondo Convenienza verrà applicato il CCNL della Logistica. All’inizio dicevano che era “impossibile”. Ora sarà realtà. Ora si può, e si deve, parlare di vittoria. È la vittoria di chi per 161 giorni e 162 notti ha scioperato e presidiato i cancelli di Campi Bisenzio, di chi si è unito a loro nelle altre città, di un territorio che ha abbracciato e sostenuto la loro battaglia. La lotta paga.

2. Non esistono battaglie perse. Esistono battaglie difficili. E al giorno d’oggi sono la maggioranza. E sono quelle per cui vale più la pena combattere, quelle che se il sindacato non le fa più non ha neanche più senso di esistere. I 161 giorni di sciopero a Mondo Convenienza ci dimostrano che è possibile vincere anche queste battaglie, quelle più dure. A volte, come in questo caso, si è trattato di “fare l’impossibile”, dimostrando che impossibile non era: cinque mesi di presidio nelle tende, i venti sgomberi affrontati con la determinazione e il sorriso di chi sa di avere ragione, la convergenza con e nel territorio, la resistenza di agosto, i picchetti in giro per mezza Italia tra magazzini e negozi, la cassa di resistenza, gli uffici del sindacato trasferiti nell’aiuola di una zona industriale.

3. Il passaggio al CCNL Logistica è stato ratificato ieri con un accordo sottoscritto dall’azienda e CGIL, CISL e UIL. C’è già chi dice: “Il conflitto non porta a nulla. È dai tavoli che arrivano i risultati”. Eppure, questa vicenda spiega meglio di ogni altra cosa che non c’è cambiamento senza lotta. Gli accordi, nel migliore dei casi, ratificano il cambiamento. Nei peggiori lo impediscono, ma mai se lo inventano. È la lotta che, producendo nuovi rapporti di forza, produce il cambiamento.

4. L’idea secondo cui “scioperare non serve” e i risultati si possono ottenere da una contrattazione (senza lotta) non è la soluzione, ma è parte del problema. Sono trent’anni di questa “politica sindacale” che ci hanno consegnato oggi – per dirne una – un CCNL come quello Multiservizi (a firma CGIL, CISL e UIL): quello stesso contratto contro cui hanno lottato i lavoratori Mondo Convenienza e che oggi fa la povertà e lo sfruttamento di centinaia di migliaia di lavoratori e, soprattutto, lavoratrici. Non perdiamo l’occasione di ripeterlo: quel contratto andrebbe semplicemente abolito, non per i lavoratori Mondo Convenienza ma per tutte.

5. Ad oggi sappiamo che l’azienda ha annunciato un aumento del costo del lavoro di 100 milioni di euro per i prossimi due anni. Sappiamo che ognuno di quei singoli euro è un euro sottratto ai profitti di una multinazionale per diventare salario e tempo di vita per gli operai. È la misura di un nuovo rapporto di forza costruito con 161 giorni di lotta.

6. La vittoria c’è. Ma è stata in una certa misura diluita. In parte rinviata. L’accordo firmato dai sindacati confederali prevede “gradazioni”, deroghe e “progressioni”. Le retribuzioni piene previste dal CCNL Logistica si vedranno tra 2 anni. Poteva andare diversamente? Sì. Avremmo avuto oggi un accordo migliore se la CGIL non avesse “occupato” il posto al tavolo delle contrattazione senza nessuna rappresentanza dei lavoratori in sciopero, sganciando inoltre colpevolmente il tempo e il ritmo della trattativa dai tempi e dai ritmi della lotta. Avremmo avuto un accordo migliore, allo stesso tempo, se a luglio l’organizzazione nazionale Si Cobas, invece di firmare gli “accordi separati” e al ribasso di Bologna e di Torino, avesse sostenuto la generalizzazione della lotta in tutta la filiera (che tra giugno e luglio era diventata una possibilità concreta). Ma, ne siamo altrettanto convinti, non ci sarebbe mai stato nessun contratto della Logistica se la lotta a Campi Bisenzio non si fosse fatta carico di “fare l’impossibile”, rimanendo sempre coerente e conseguente. Anche quando le “clausole anti-sciopero” firmate a Bologna e Torino l’hanno trasformata da epicentro di una lotta in espansione in tutta la filiera nazionale in “ultimo bastione” sotto assedio. Anche quando a settembre CGIL, CISL e UIL annunciavano la “conclusione della vertenza” con un accordo che si limitava ad abolire il regolamento aziendale per mantenere il CCNL Multiservizi e le paghe da fame.

7. Il fatto straordinario è che uno sciopero a oltranza iniziato a Campi Bisenzio da poco più di 20 lavoratori ha finito per conquistare miglioramenti contrattuali importanti per più di 5.000 operai della filiera. Spezzando, contro tutti i pronostici dell’inizio, una storia lunga dieci anni di sconfitte che avevano costruito intorno all’azienda un’immagine di invincibilità. È bene specificare che l’eroismo qui non c’entra proprio nulla. È semplicemente la prova che troppe volte le burocrazie sindacali si nascondono dietro il “non si può lottare, perché non ci sono i rapporti di forza”. E fanno finta di dimenticarsi che sono le lotte a cambiare i rapporti di forza.

8. Nel suo piccolo, questo sciopero ha già fatto storia. Per noi questo non è il punto fine. Da qui si riparte, con gli insegnamenti che questa lotta ci offre. La lotta continua. La convergenza continua. Dentro e oltre Mondo Convenienza. Perché è vero, a volte possiamo cadere. Ma non abbiamo paura di farci male. Perché è così che si impara a volare.